Il modello ESG nel calcio femminile di Mercury13: non solo calcio ma un esperimento di futuro

Il modello ESG nel calcio femminile di Mercury13: non solo calcio ma un esperimento di futuro

Il modello multi-club femminile di Mercury13 con Como Women e Bristol City Women unisce sport, governance e sostenibilità: un test ESG reale per il futuro del calcio femminile.

Quando Mercury13 ha scelto F.C. Como Women come primo investimento, molti lo hanno interpretato come un’operazione puramente sportiva. Poi è arrivata l’acquisizione della maggioranza in Bristol City Women: il primo carve-out femminile puro, completamente separato dal club maschile. Non è solo finanza: è governance, identità e responsabilità. Tutto questo si configura come un vero e proprio test ESG in tempo reale: un modello multi-club orientato al femminile, sponsorizzazioni costruite sui valori, leadership e investitori con mandato di crescita sostenibile del movimento.

Il contesto e le mosse strategiche

Nel marzo 2024 Mercury13 ha annunciato l’acquisizione di una partecipazione di controllo in F.C. Como Women (Serie A femminile). Successivamente, nel settembre 2025, ha rilevato la maggioranza di Bristol City Women, club inglese di livello WSL2, in un’operazione definita “la prima del suo genere” nel Regno Unito: un club femminile autonomo, con indipendenza operativa e commerciale.

Questi due casi segnano, secondo Mercury13, l’inizio di un modello multi-club femminile puro: non un’appendice del calcio maschile, ma un sistema di entità autonome, sostenibili e orientate all’impatto sociale.

Cosa cambia davvero: governance, identità, responsabilità

  • Governance autonoma: nel caso di Bristol City Women, la struttura è stata separata dall’holding maschile (“carve-out”), con Mercury13 al controllo operativo.
  • Identità e mercato: a Como Women è stato annunciato un rebranding e un focus sulla fan experience femminile, con sponsor woman-led come WeAre8 e partnership mirate.
  • Responsabilità e sostenibilità: la filosofia è “fare bene facendo bene”: ritorni economici legati a impatti sociali, tutela delle atlete ed equità.
  • Modello multi-club: replicare e scalare, standardizzando politiche ESG su più club (pari opportunità, welfare, filiere etiche) e sfruttando sinergie commerciali.

Perché è interessante per chi lavora in ESG e Sport Business

Dal punto di vista di un professionista dell’ESG o dello sport business, il caso Mercury13 introduce leve rilevanti:

  • Accountability trasparente: un club femminile autonomo offre bilanci separati, KPI specifici e meno rischi di greenwashing rispetto ai club misti.
  • Policy comuni: un network multi-club consente di applicare politiche unificate su diritti delle atlete, procurement etico e merchandising sostenibile.
  • Commercializzazione orientata al femminile: un mercato in forte espansione, con sponsor interessati a entrare nel mondo dello sport femminile in modo autentico.

Se il modello funziona, Como Women e Bristol City Women possono diventare un benchmark replicabile per altri club e mercati sportivi.

Le sfide e le condizioni perché funzioni

  • Ritorno commerciale: investire nel calcio femminile richiede pazienza e un modello che generi ricavi sostenibili da sponsor, broadcasting e merchandising.
  • Scalabilità: serve la possibilità di replicare il modello multi-club, trasformandolo da caso isolato a rete internazionale.
  • Autonomia reale: i club devono avere budget e governance indipendenti per mantenere l’identità promessa.
  • Metriche e trasparenza: KPI chiari, bilanci pubblici e misurazione dell’impatto sociale sono essenziali per la credibilità ESG.

Una roadmap suggerita

Se Mercury13 volesse rendere questo progetto un caso di successo ESG misurabile, potrebbe attuare una roadmap come questa:

  • Redigere un bilancio di sostenibilità standalone per ciascun club, con indicatori comuni (impatto sociale, emissioni, diversità).
  • Creare una carta dei diritti dell’atleta valida per tutto il network, che includa welfare, formazione e transizione di carriera.
  • Implementare un procurement condiviso per kit e merchandising con standard ESG minimi.
  • Istituire un advisory board locale con rappresentanza di atlete e comunità per garantire un dialogo costante con gli stakeholder.

Conclusione e provocazione

Se tra dodici mesi vedremo crescere audience, sponsor, partecipazione femminile e impatto sociale, non parleremo più di un semplice “progetto femminile”. Parleremo di un modello: replicabile, scalabile e redditizio.

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Gian Andrea Turnaturi

Autore

Gian Andrea Turnaturi

ESG Sport Advisor: affianco i Club Sportivi nell’integrazione strategica di sostenibilità e governance nei processi organizzativi | Commercialista Sportivo® esperto di Modelli Organizzativi e Football Business.